“I soldi per comprarla venivano dai miei genitori.” “Sei così abituato al comfort che hai dimenticato una cosa molto importante: non ti sei mai preso la briga di controllare a nome di chi fosse intestato l’atto di proprietà.”
Nell’istante in cui quelle parole uscirono dalla mia bocca, il viso di Julien impallidì. Diventò pallido come un foglio di carta.
PARTE 2
Si bloccò.
La frutta, le medicine, le borse che teneva in mano gli scivolarono di mano e si sparsero sul marciapiede. Élodie gli strinse forte il braccio e mi guardò come se fossi improvvisamente diventata una minaccia inaspettata.
Li guardai con un sorriso gelido.
Uno shock di realtà.
‘Cos’è successo, Julien? Pensavi davvero che avrei dato da mangiare a te e a tutta la tua famiglia mentre mi tradivi?’ Ho urlato, così forte che tutti nel corridoio e al piano di sotto hanno sentito ogni singola parola.
«Claire, non puoi farlo!» urlò, tremando di vergogna e rabbia. «Questa casa era nostra! Mio figlio avrebbe dovuto vivere qui! Vuoi che mia madre finisca in mezzo alla strada?»
Mi avvicinai lentamente.
«Tua figlia?» chiesi, fissando Élodie. «Se hai avuto il coraggio di crearti una seconda famiglia alle mie spalle, allora abbi il coraggio di prenderti cura anche di lei. Questa casa è intestata a me e ai miei genitori. Per cinque anni ti ho permesso di vivere qui gratuitamente. Ti ho dato da mangiare. Ho dato a tua madre una vita degna di una regina.»
Mi rivolsi a Madame Delorme, ancora in lacrime.
Ma la regina dimenticò una cosa: la sua corona era nata dal sudore di una donna che disprezzava.
Poi qualcosa si è rotto.